IL NATALE
IERI E OGGILE NOVENE IL PRESEPE L'ALBERO LA NOTTE DI NATALE
IL PRANZO RICETTE GIOCHI FILASTROCCHE
E con immensa gioia che noi, alunni della scuola media "L. Pirandello" di Canicattì, abbiamo accolto linvito di fare una ricerca sul Natale. Che bello! poter parlare del Natale che si avvicina! ma, dopo un attimo di euforia, abbiamo subito manifestato le nostre perplessità: Che tipo di ricerca? Cosa ricercare? Consultare testi vari ed enciclopedie? Certamente no!
I nostri insegnanti ci hanno dato delle direttive e talvolta sono stati essi stessi
oggetto delle nostre indagini e ci siamo messi subito al lavoro. Sì: abbiamo consultato
qualche testo, ma solo i libri sacri, essendo il Natale la festa più importante
dellanno liturgico.
Michea 5,1: E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda: da te uscirà, infatti, un capo che pascerà il mio popolo, Israele ..
Isaia 7, 14: Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: La Vergine concepirà e partorirà un figlio , che chiamerà EMMANUELE
Isaia 9,5: Poiché un Bambino è nato per noi ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità ed è chiamato consigliere ammirabile, Dio Potente
Matteo 1,1: Gesù nacque a Betlemme di Giuda, al tempo del Re Erode.
E poi ci siamo sguinzagliati per il paese, osservando vetrine e comportamenti, discutendo fra di noi, ponendoci domande e frugando nei ricordi dei nostri anziani, felici di sentirsi utili ancora a qualcuno, desiderosi di raccontare, di farci conoscere spunta qualche lacrima, la voce si incrina un singhiozzo e poi un sorriso si: vale proprio la pena conoscere le nostre tradizioni.
Siamo andati nelle case, abbiamo fatto domande, fotografato, abbiamo raccolto canti e filastrocche e ricordi tanti ricordi, che hanno il profumo delle cose che non ci sono più; il profumo del pane e dei dolci fatti in casa; il profumo delle cotogne o dei mandarini che addobbavano le case, il profumo dei cibi preparati senza fretta, con tanto amore, per una famiglia che si ricomponeva con il ritorno del papà o del figlio o del fratello dalla Francia o dal Belgio o dalla Germania dove si erano recati per lavorare.
Sì: era proprio bello starsene tutti assieme, attorno ad un braciere che riscaldava lambiente e nel quale si mettevano a cuocere uova, o ceci (caliati), castagne o salsicce e passiluna (olive nere).
Era bello sentirne lo scoppiettio soprattutto quando vi si aggiungeva nuovo carbone o gusci di mandorle. Talvolta vi si buttava anche qualche buccia di arancia o mandarino che diffondevano nellaria un dolce profumo.
Attorno a quel braciere le gambe diventavano talvolta paonazze quando ci si avvicinava troppo.. e in mano "u tancinu", anchesso alimentato dal fuoco del braciere Era forse per questo, per leccessivo freddo che cera, quando si era costretti a lasciare quel tepore, che i geloni mamma mia! si facevano sentire più che mai sì: tutti ricordano i geloni i piedi e le mani gonfiavano, si spaccavano, facevano un dolore immenso e allora le scarpe non entravano più e si camminava a fatica.
Anche il ferro da stiro era a carbone: molti di noi ce lhanno ancora a casa, messo lì, in bella mostra di sé, pieno di fiori secchi, o di punti del supermercato e chiediamo alle nostre nonne come potessero usarlo..: sì, non era facile usarlo: il carbone che si metteva doveva essere "ardente" al punto giusto, perché altrimenti dai fori sarebbero uscite scintille e polvere che avrebbero senzaltro bruciato o macchiato comunque la biancheria.
Scusateci se ci allontaniamo un po dal nostro tema "il Natale", ma questa ricerca ci fa guardare le cose con occhi più attenti.